giovedì 8 agosto 2013

Burattini e burattinai

A scanso di equivoci e per non dare adito a possibili errori interpretativi, i burattini siamo noi, che accettiamo una situazione politica assurda, pericolosa e demenziale con una rassegnazione che sa di asino al giogo. Qualunque cosa ci facciano o decidano va bene...è sempre meglio del peggio del giorno dopo, anzi, la speranza sta nell'agognare che non venga il giorno dopo! 

Siamo incapaci di recidere i fili che ci legano ai burattinai e non importa se ciò ci ha tolto dignità...i burattinai sono sempre al loro posto e continuano il loro gioco nel teatrino delle istituzioni, incuranti dell'immoralità che pervade ogni loro decisione o azione. E' veramente difficile non dare ragione al prof. Vittorino Andreoli, quando dice che l'Italia è un Paese malato di mente. Difficile trovare argomenti di discussione per tentare di giustificare l'atteggiamento di un popolo diventato burattino e che accetta ogni tipo di maltrattamento. E' un momento talmente strano che ogni "fazione" politica, i boiardi di stato, i manager pubblici e privati senza scrupoli, le lobby dei ricchi ad ogni costo stanno smembrando tutto, stanno sbranandosi ogni pezzetto di Paese...ed è il momento giusto, visto che non esiste "fazione" che curi gli interessi delle persone, che si  prenda cura di chi lavora e paga le vecchie e nuove malefatte...ma così è...che fare!? La particolarità del momento ha fatto diventare rivoluzionario anche Bondi (sic!), tanto da non lasciarsi intimidire dai moniti di Napolitano; e ascoltando il comizio di Renzi a Modena, paragonato alle mummie del Pd, sembrava un rivoluzionario...o forse diceva solo le cose minime sensate...quelle che a malapena fanno distinguere se una visione sia di destra o di sinistra...ma solo minimamente necessarie...esprimeva un minimo di attributi, tanto da esortare Letta ad utilizzare il verbo "fare" al posto del doroteo verbo del "durare".
E' un periodo talmente strano che non genera più di tanta indignazione se vengono distribuite  pensioni d'oro  a solo 100mila persone per un valore di 13 miliardi di euro, oscillanti dai 91 ai 40mila euro mensili, quando 7,5 milioni di pensionati non arrivano ai mille euro; oppure se è difficile far apparire come "decente" ai manager pubblici un tetto massimo di 300mila euro annui come compenso del loro preziosissimo o pessimo lavoro, tanto non cambia niente, perché la responsabilità, eventualmente, sarà di chi dovrà pagare i danni...i lavoratori!
Solo un Paese malato e con un popolo bue può accettare inerme che i potenti di turno tentino di strappare benefici personali o per pochi, dimenticandosi di milioni di persone che riescono appena a sopravvivere, che sono senza lavoro oppure sotto la soglia della povertà, che sono trattati alla stregua di "quasi schiavi" e che accetti passivamente di vedere i propri giovani privati del futuro.
L'Italia langue e il sen. Ichino, quello dell'isola danese, propone un disegno di legge che di fatto limita la libertà di fare sindacato specialmente nelle piccole imprese. Che salto quello del senatore ex Pd e ora Scelta Civica e domani chissà...dall'isola che non c'è ai diritti che non ci dovranno essere!
Che Paese è mai il nostro, dove migliaia di piccoli e medi imprenditori lottano ogni giorno per sopravvivere e , nonostante tutto, investono e rischiano, pur dimenticati dalla politica, anche quando deve loro quantità enormi di soldi, e Marchionne continua il suo estenuante ricatto per strappare condizioni a lui vantaggiose  e peggiorative per i lavoratori, perché non in grado di riprendersi un mercato che sta perdendo per sua incapacità. Scaricare le sue frustrazioni di produttore sui sindacati e il Paese non gli risolve i problemi con la concorrenza, capace di investire e fare auto, ma giustifica i mancati traguardi e attenua l'immoralità dei suoi guadagni, superiori di gran lunga agli amministratori vincenti nelle vendite.
Ma in quale Paese viviamo se dopo 100 giorni di governo sono più le cose rimandate che quelle abbozzate o eseguite; e quale lettura si dovrebbe dare ad un governo che alla vigila delle ferie (ma tranquilli, Letta e Alfano si alterneranno!) e pur davanti a dati statistici sul Pil (Istat) che indicano una perdurante recessione, dichiara che ormai siamo alla fine della crisi, senza contare alcuni aspetti che coinvolgono l'intera Europa! 
Solo un Paese da manicomio ha potuto accettare un governo di larghe intese per salvare un inquisito  ed ora minaccia di farlo crollare perché condannato. Se le parole non servono solo per essere portate via dal vento, è proprio Silvio Berlusconi ad aver detto (1995) : "Chi è condannato in via definitiva non deve sedere in Parlamento...deve avere il buon gusto di mettersi da parte". Se il buon gusto è quello che hanno dimostrato le sue passionarie in varie trasmissioni, come la Biancofiore, la Carfagna, la Ravetto o, in Parlamento, la Mussolini allora applaudo volentieri al cattivo gusto e alle donne dove la bellezza è un surrogato dell'intelligenza. Se poi la "vergogna" ha ancora un senso, mi chiedo di quale stia parlando la Santanché, considerata la sua storia abbastanza recente, quando diceva del suo padrone che le donne che apprezzava erano quelle in orizzontale; e, soprattutto, di quale vergogna si vuole parlare quando una persona come  Verdini, che sembrerebbe avere qualche problemino con la giustizia e decide di partire con la raccolta delle firme per riformarla!  
Stamani, postando un articolo di Pierfranco Pellizzetti, Karl Polanyi e l'accettabilità sociale dell'economia, una persona a me cara ha scritto nei commenti: "Polanyi, Hirschman,...mancano come l'aria". Forse è anche perché non c'è più un partito (il Pd ormai è quasi perso!) che riconosca  questi ormai "sorpassati" studiosi e, soprattutto, che faccia ancora proprie le loro idee che aumentano i burattini, lasciando invariati i burattinai!





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