Su Rassegna.it, Sei lavoratori su dieci con la Cgil, si legge che "l'adesione è stata del 60%. Nelle fabbriche ancora più alta. A Mirafiori 80%". Quindi segue un dettagliato elenco delle percentuali ottenute in diverse fabbriche. Un successo.
Oddio, il ministro Brunetta ha detto che nel pubblico impiego ha scioperato solo il 3%, ma conoscendo la malafede e la poca dimestichezza di questo governo per i numeri...c'è veramente poco da credergli!
Ho trovato per caso il blog di questo sacerdote, don Giorgio De Capitani, ed ho ascoltato alcune omelie domenicali. Meritano! Meritano davvero! Personalmente sono stato felice di ascoltarlo, e questo al di là di credere o meno. E' un sacerdote che merita di essere ascoltato, perché non verrebbe mai invitato al Meeting di Rimini, come i padre Zanotelli o i don Gallo. Non so perché, ma ascoltandolo mi è venuta in mente la scena del film su S.Francesco, quando va dal Papa a chiedere la dispensa per la costituzione dell'ordine dei frati minori e il regista mette in risalto lo sfarzo di Roma e la povertà del frate; il contrasto fra la cristianità originale e quella corrotta dal lusso e dal potere; la potenza papale e l'umiltà paziente di Francesco, che in ginocchio attende il responso del Pontefice.
Però mi è venuto in mente anche il Savonarola, ma non per ciò che dice don Giorgio, ma per come lo potrebbero far passare, se lasciato solo. Ricordo ancora quando andai ad ascoltare padre Zanotelli, un comboniano in odore di scomunica, almeno era ciò che nella mia cittadina si diceva, che non lesinava strali alla chiesa e ai potenti, mentre svolgeva la sua missione nelle discariche di Nayrobi.
Se avete qualche minuto, ascoltatelo. Se poi volete ascoltarlo ancora e non avete voglia di aspettare i miei post, allora vi allego il suo blog, anche se lo trovate sulla sinistra della pagina alla voce " Elenco blog": http://www.dongiorgio.it
Come ha asserito Pierre Bourdieu, per affrontare il futuro bisogna prima avere un controllo sul presente, che i lavoratori attuali e i giovani precari, per non parlare dei nuovi poveri, non hanno:"La precarietà influenza profondamente chi ne soffre: rendendo l'avvenire del tutto incerto, impedisce qualsiasi previsione razionale e, in particolare, toglie la fiducia e la speranza nel futuro necessarie per ribellarsi, soprattutto collettivamente, contro le condizioni attuali, anche le più intollerabili".
Primo Levi disse che amare il proprio lavoro è la cosa che si avvicina di più e più concretamente alla felicità sulla terra. Sfortunatamente è privilegio di pochi.
Il 6 settembre ci sarà lo sciopero indetto dalla Cgil e sappiamo che alcune sezioni della Cisl hanno confermato l'adesione, seppur contro il parere espresso dalla loro segreteria. Noi ci auguriamo che l'assordante silenzio delle due sigle sindacali obbedienti al governo e la loro lontananza, per strategie politiche, dal "lavoro reale" sia rotto dal maggior numero di sezioni disobbedienti, così da obbligare i dirigenti a rivedere il loro operato. Siamo certi, e non potrebbe essere diversamente, che il 6 settembre sarà il ritorno dei lavoratori alla gestione della loro vita e del loro futuro e che si siano resi conto che non serve più solo l'indignazione.
Il Nichilista, un blog che seguiamo spesso, si chiedeva se non fosse una strategia quella del governo, di valutare la reazione del web per sistemare la manovra finanzaria. In pratica, proporre, leggere le reazioni e risistemare. Tutto può essere, ma non lo credo possibile per questo governo, tanto arrogante quanto rozzo; tanto dilettante quanto incapace.
Oggi, leggere quotidiani e blog è solo fonte di ansia. Il Fatto Quotidiano riporta alcuni titoli di giornali stranieri e, francamente, ci sentiamo in imbarazzo. Wall Street Journal :"In passato le buffonate di Silvio Berlusconi hanno danneggiato l'Italia. Oggi rischiano di fare lo stesso con l'intera Eurolandia". L'Handelsblatt scrive:" E' difficile non cadere nei vecchi pregiudizi dopo aver ascoltato le notizie provenienti da Roma. I soliti imprevedibili italiani, estremamente creativi nella loro gestione dei conti, grandi promesse e piccoli risultati". Per il Die Welt, invece: " Il governo italiano può ritenersi fortunato che la banca Centrale europea stia comprando i suoi bond", una strategia senza la quale gli interessi sarebbero "già saliti sopra il 6%". Il Suddeutsche Zeitung è più rilassato e si limita a dire che:" la casa è in fiamme e nessuno sta portando l'estintore"