venerdì 4 maggio 2012

A proposito di artigianato e piccola industria

Il primo maggio, con il post L'artigianato è il futuro!, si sosteneva che l'accelerazione sulla creazione di posti di lavoro sarebbe facilitata se si investisse sull'artigianato e la piccola industria, sfruttando le nostre naturali capacità e peculiarità.
Oggi, Fondazione-impresa , pubblica alcuni dati importanti:
nell'ultimo anno le imprese fino a 15 addetti hanno assunto il 59,2% dei giovani occupati ( 6 su 10 giovani!), ma è entrando nel dettaglio che si capiscono meglio alcuni aspetti, per cui riportiamo i dati pubblicati nell'articolo:

martedì 1 maggio 2012

L'artigianato è il futuro!

Qualcuno ha scritto che leggere i dati statistici dei suicidi dei piccoli imprenditori e dei lavoratori disoccupati come causa della crisi che attanaglia l'Italia è una terribile forzatura. Può darsi che sia anche vero e che articoli come quelli apparsi su www.lettera43.it, Suicidi, è emergenza nazionale, sia eccessivo e non rispondente alla realtà delle vere cause.

Il 1° maggio ritorni ai lavoratori!

Un tempo era una festa con un significato profondo: la festa dei lavoratori. Poi è diventata scomoda, sia a destra che a sinistra. Hanno tentato di dividere i lavoratori, in core workers e peripheral workers. Quest'ultimi li hanno divisi ulteriormente: lavoratori a tempo determinato, spezzettandoli in una miriade di lavori precari con nomi diversi per l'utilizzo diverso e disoccupati. Questi ultimi, poi, si sono ulteriormente divisi: disoccupati e esuberi. I primi, coltivano la speranza, prima o poi, di trovare ancora un lavoro, i secondi non hanno più speranza.

giovedì 26 aprile 2012

Rigore e iniquità

Robert Stiglitz, premio Nobel per l'economia, in un' intervista al The European.de, asserisce che "Le politiche di recessione ci stanno portando verso una doppia recessione". Nella lunga intervista, della quale riportiamo brevi stralci, esamina i problemi che affliggono l'Europa e l'America come conseguenza di scelte strategiche sbagliate, sostenendo che "Gli economisti accademici hanno giocato un ruolo importante nel causare la crisi. I loro modelli erano eccessivamente semplificati, distorti, e trascuravano gli aspetti più importanti. Questi modelli sbagliati hanno incoraggiato i politici a credere che il mercato avrebbe risolto tutti i problemi [...] nel mondo accademico, quelli che credevano nel libero mercato prima della crisi ci credono ancora".

domenica 22 aprile 2012

Ricostruiamo la speranza del futuro

Quelli della nostra generazione hanno avuto il piacere di sognare il futuro, di combattere per qualcosa per cui valeva la pena, ma non era certo la situazione politica, sociale ed economica attuale quello che voleva. Il sogno intravedeva un mondo  nel quale ad ogni aspetto riguardante l'individuo fosse associato, quanto meno, il termine dignitoso: un lavoro e una vita dignitosa; una politica indirizzata alla valorizzazione della persona; e un'economia che guardasse alla dignità della persona, oltre che hai propri interessi e vantaggi.

giovedì 19 aprile 2012

Articolo 18 e 81: la sintesi della non-politica

Il pareggio di bilancio entra in Costituzione e non sarà necessario un referendum confermativo per riformare l'articolo 81 (che coincidenza, invertendo i numeri!). Il Senato ha approvato con 235 voti favorevoli, 11 contrari e 24 astenuti.
A questo punto l'unica speranza è che il Fmi abbia preso un abbaglio, quando asserisce che l'Italia non raggiungerà il pareggio di bilancio almeno fino al 2017, perché non è possibile che le persone accettino passivamente di subire altri terribili sacrifici. 

mercoledì 18 aprile 2012

Il suicidio di Lucia e il disagio dei troppi

Nello stesso momento in cui  i partiti che sostengono il governo, dichiarano che "cancellare il finanziamento pubblico sarebbe un tragico errore, punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies", sul sito internet dell'Agenzia Ansa si legge il Rapporto dell'Eures,  Il suicidio in Italia al tempo della crisi, dove si evidenzia che nel 2010 i suicidi dei disoccupati sono stati 362, superando i 357 del 2009, che già erano una notevole impennata, rispetto alla media dei 270 del triennio precedente.